L'HEAVY METAL
Allora, ripartiamo dall'ultima puntata: l'hard rock.
Ai grandi già citati aggiungete anche Stooges,
MC5, Uriah Heep e Grand Funk Railroad, gruppi fra loro
diversissimi, ma che concepivano la musica in modo abbastanza
simile: chitarre energiche, dure, ad alto volume e la
forma della canzone che comincia a dilatarsi, a non
presentare più la classica struttura strofa-ritornello,
ma lascia spazio a strutture più "open",
grazie anche al virtuosismo di certi musicisti e al
peso che incominciano ad avere i loro assoli.
Ma sicuramente i due gruppi in cui si intravede più
chiaramente quello che si chiamerà poi Heavy
metal furono gli americani Blue Oyster Cult e gli inglesi
Black Sabbath. Nei loro brani, insieme al già
descritto suono potente, power, espresso soprattutto
dalle chitarre distorte, si trovano anche dei testi
scuri, venati di pessimismo, che sprigionano riferimenti
misteriosi e talvolta poco affidabili.
I più fanno risalire però la nascita vera
e propria dell'heavy al 1976, ed in particolare a Sad
wings of Destiny, il secondo album dei Judas Priest.
Il prete di Giuda e le loro ali tristi del Destino (il
nome del gruppo ed il titolo del disco dicono già
molto) esprimono un sound duro e tagliente, affidato
a ritmiche serrate e riff massicci e l'atmosfera 'gotica'
dei testi emana un alone maligno. Il desiderio di fuga
dalla realtà verso mondi epici lotta con lo scontro
con essa, e la sintesi non può essere che un
mondo da aggredire, anche dal punto di vista sonoro
e dei testi, e questa credo sia l'essenza più
pura del 'sentire' metal.
Gli anni '80 furono poi gli anni d'oro dell'Heavy metal,
basti citare su tutti il fenomeno Iron Maiden, sicuramente
il più interessante per lo spessore di alcuni
pezzi, l'uso di ritmi provenienti come estrazione anche
dalle danze popolari, un livello tecnico alto e il proseguire
quella tendenza ai testi e alle atmosfere epiche tanto
amati dai fans del genere.
E a questo punto occorre dare il via almeno ad una passata
a volo radente sui generi e sotto-generi esplosi dalla
metà degli anni '80 in poi e che talvolta pare
una classificazione fin troppo dettagliata. Evito i
nomi dei gruppi, chiunque potrà trovarli con
un buon motore di ricerca digitando il nome del genere.
DARK METAL: il metal a tinte scure scure, testi pessimistici
con tematiche misteriose e paurose, musica perlopiù
in tonalità minori, ritmo vario.
DOOM METAL: in qualche modo derivato dal dark, ne è
esasperazione in direzione di un suono lento, ancora
più pesante e ossessivo e tematiche ancora più
nere e funeree.
DEATH METAL: il nome parla da sé, morte e testi
legati ad aspetti tristi e funerei dell'esistenza.
EPIC METAL: già esposto in parte in precedenza,
questo genere parte da storie di genere epico (le saghe
medioevali, cavalleresche, nordiche) e le infarcisce
di mistero, suoni e riff corposi e potenti e le solite
ritmiche serrate e massicce. Da ricordare, in questo
caso almeno i Manowar.
E poi a discesa, non in ordine di importanza, il THRASH
METAL (che generò i primi Metallica), lo STREET
ROCK (dopo i Guns'n'roses, per esempio gli Ugly Kid
Joe), il POP METAL (che poi proprio metal non è,
se si pensa a Bon Jovi), il PROGRESSIVE METAL (derivato
dal classicheggiante progressive dei '70, con esempi
come i Dream Theater), e poi via con HARDCORE, GRINDCORE,
STONER ROCK, GRUNGE, FUNK METAL, NU METAL e chippiùnehapiùnemetta.
Non che tutti questi generi si distinguano molto l'uno
dall'altro, se non per le tematiche e le inevitabili
differenze fra i gruppi. Mi sembrano più ricerche
sparpagliate di un'identità che fino agli anni
'80 era comune e che ora si è frammentata in
una miriade di rivoli, seguiti ognuno da non molti fedelissimi
che cercano di convincere altri che quella piccola fetta
di metal è la migliore in assoluto. Così,
senza voler denigrare nessuno, non è detto che
la somma di tanti piccoli particolari formi un corpus
di valore. Per ora basta, e alla prossima!
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